L'Annunciazione di Caravaggio
Nancy, Musée des Beaux Arts
Il 16 novembre è arrivata a Roma, nei Laboratori di Restauro dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro in via di s.Michele, il dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio rappresentante L'Annunciazione, proveniente dal Musée des Beaux Arts di Nancy e destinato ad essere esposto nella mostra su Caravaggio allestita alle Scuderie del Quirinale.
L'opera e la sua storia conservativa
Il dipinto eseguito negli anni 1608-10, probabilmente nel soggiorno maltese o nel secondo periodo di attività a Napoli, venne donato dal Duca Enrico II di Lorena alla Chiesa Primaziale di Nancy.
Il Lorena era sposato con Margherita Gonzaga e i Gonzaga erano molto vicini al Caravaggio, avevano infatti acquistato la Morte della Vergine, rifiutata da S.Maria della Scala e fu il cardinal Ferdinando Gonzaga a chiedere al Pontefice la grazia che il pittore ottenne nel 1610, dopo la morte.
Dal 1645 l'opera risulta presente nella Chiesa di Nancy ed ora è esposta nel Museo locale.
Agli inizi del XIX secolo subì, in Francia, un intervento di trasporto: venne eliminata dal retro la tela originale, sostituita con altra tela e fatta aderire al tergo con bianco di piombo ad olio.
L'operazione probabilmente causò danni tali che la superficie pittorica venne completamente ridipinta. Nell'intervento eseguito presso l'Istituto Centrale per il Restauro nel 1968-69 è stata rimossa la tela ottocentesca ed eseguita una foderatura a colla di pasta, montando il dipinto su di un telaio metallico ad espansione automatica regolabile. Le ridipinture sono state rimosse e si è verificato lo stato di estrema abrasione del colore originale. Sono state eseguite reintegrazioni ad acquerello.
L'intervento di oggi
L'attuale intervento si configura come una revisione e controllo di quello precedentemente effettuato. Lo stato di conservazione dell'opera è infatti discreto, nonostante la fragilità causata dalla sua storia conservativa. La foderatura eseguita nel 68 e il telaio applicato all'epoca garantiscono ancora un buon tensionamento, l'adesione e coesione del colore sono buoni.
Il problema principale è la non buona leggibilità dell'opera a causa dell'alterazione delle vernici e di alcune reintegrazioni. Sarà quindi eseguita, oltre ad una verifica dei valori di tensionamento e dell'efficienza del telaio, la rimozione delle vernici e dei ritocchi alterati, eseguendo nuovamente, con materiali più stabili, interventi di presentazione estetica.
L'intervento sarà eseguito da Anna Marcone. La D.L.è di Daila Radeglia.
Sull'opera verranno inoltre eseguiti approfondimenti diagnostici per migliorare la conoscenza della sua tecnica di esecuzione:
Radiografia, a cura di P.Moioli e C.Seccaroni (ENEA)
Riflettografia, a cura di F.Aramini e M.Torre (ISCR)
XRF, a cura di G.Sidoti, F.Talarico, G.Vigliano (ISCR)
Revisione delle sezioni stratigrafiche effettuate nel 68, a cura di G.Sidoti, F.Talarico, G.Vigliano (ISCR)
Monitoraggio del microclima in tutte le fasi del lavoro (dalla partenza, viaggio, permanenza nei laboratori, esposizione in mostra), a cura di E.Giani (ISCR)
L'adorazione dei pastori
Messina, Museo Regionale
L'Adorazione dei pastori dipinta da Michelangelo Merisi da Caravaggio nel 1609 e custodita nel Museo Regionale di Messina, era da tempo in attesa di un intervento conservativo. L'alterazione delle vecchie vernici e delle sostanze estranee stese sulla superficie dipinta nel corso del tempo, rendevano ormai illeggibili i valori cromatici originali e la corretta sequenza dei piani prospettici. La progressiva e controllata rimozione di tali sostanze è stata eseguita con solventi idonei e precedentemente testati, secondo una metodologia concordata con la direzione dei lavori. Successivamente le lacune del tessuto pittorico, sono state risarcite tramite un impasto di gesso e colla e reintegrate con pigmenti reversibili. Tutte le fasi del lavoro si sono avvalse del contributo di un'approfondita campagna diagnostica funzionale all'approfondimento delle problematiche della conservazione ma anche allo studio della tecnica esecutiva caravaggesca e della sua evoluzione nel contesto delle opere siciliane.
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Il San Giovanni Battista
Roma, Pinacoteca Capitolina
Il restauro del San Giovanni Battista di Caravaggio della Pinacoteca Capitolina è stato curato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e realizzato dal restauratore Nicola Salini con la collaborazione di Laura Liquori, grazie ad una sponsorizzazione della società SA.PAR srl.
La rimozione degli strati protettivi alterati ha dato al dipinto una maggiore definizione, con il recupero della cromia originale. La pulitura ha messo in evidenza nel lato destro del quadro i dettagli naturalistici con cui Caravaggio descrive meticolosamente l'ambiente (piante, legni, radici) e il gruppo di foglie nella zona superiore.
Sono stati rintracciati alcuni pentimenti: due piccoli segni bianchi sul manto rosso a sinistra sono la traccia di una prima stesura molto più elaborata del panno bianco; nel tasso barbasso - la pianta in basso a destra - la foglia in diagonale all'estrema destra era stata inizialmente eseguita in verticale; una delle foglie di vite nell'angolo superiore destro era stata "cancellata" con biacca e velata a bitume.
La cena in Emmaus
Milano, Pinacoteca di Brera
L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l'Istituto Nazionale di Ottica-CNR hanno creato un prototipo di scanner per acquisire l'immagine all'ifrarosso in quattordici diverse lunghezze d'onda, da 850 a 2300 nanometri, contro la lunghezza massima finora raggiunta pari a 1600 nanometri. Lo scanner Multi-NIR permette di raggiungere quindi livelli di penetrazione maggiori e di selezionare i vari livelli e di confrontarli tra loro in fase di studio, consentendo una qualità di contrasto tale da poter visualizzare anche un disegno verosimilmente nero su preparazione comunque scura.
Con questa nuova strumentazione sono stati individuati, a partire da campagne diagnostiche del 2006, gli underdrawing (disegni sottostanti) dell'Amor Vincit Omnia di della Gamäldegalerie di Berlino, del Bacco della Galleria degli Uffizi, del San Giovanni Battista della Pinacoteca Capitolina di Roma del Sacrificio di Isacco della Galleria degli Uffizi, della Cena in Emmaus della Pinacoteca di Brera dell'Annunciazione del Musée des Beaux-Arts de Nancy, della Negazione di San Pietro del Metropolitan Museum di New York. In particolare, le indagini sulla Cena in Emmaus (riflettografia e radiografia) hanno permesso degli eccezionali ritrovamenti: una preliminare versione in cui una finestra (o una parte di un loggiato) si apre su un paesaggio al posto di quella che è oggi una parete bruna, sulla metà sinistra del dipinto. In particolare è la riflettografia che permette una visione estremamente nitida di questo paesaggio.
Che si tratti di stesure pittoriche è confermato dal fatto che esse sono visibili anche in radiografia, tecnica in cui "parlano" le stesure e non i tratti grafici; dato confermato anche dalle indagini in XRF (Centro di Eccellenza SMAArt, Università degli Studi di Perugia e Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari-CNR, Perugia). Oltre a questo dato conoscitivo, assolutamente inedito e di straordinaria importanza per le sue implicazioni storiche e stilistiche, importantissimo è anche, il ritrovamento nella stessa opera di molti esempi di underdrawing propriamente grafico in diverse zone: dai volti dei personaggi alle mani in controluce del discepolo in primo piano.
