Caravaggio

 

Michelangelo Merisi nasce a Milano, da «assai honorati cittadini» originari di Caravaggio, il 29 settembre 1571, festa dell'Arcangelo Michele da cui prende il nome. A lungo dibattuta dagli Storici dell'arte, la data di nascita è stata confermata soltanto nel 2007 con il fortunato ritrovamento dell'atto di battesimo nei registri di S. Stefano in Brolo, parrocchia della metropoli ambrosiana. I genitori di Michelangelo, Fermo Merisi e Lucia Aratori, si erano trasferiti a Milano poco dopo il loro matrimonio celebrato a Caravaggio alla presenza del marchese Francesco Sforza. Perduto in precoce età il padre, il giovane Michelangelo può contare sui buoni rapporti che il nonno materno Giovanni Giacomo Aratori, agente dello Sforza, intrattiene con la marchesa Costanza Colonna, sorella del potente cardinale Ascanio.
All'età di dodici anni, come risulta da un atto notarile stipulato il 6 aprile del 1584, Michelangelo si impegna per quattro anni a lavorare nella bottega di Simone Peterzano, pittore bergamasco, allievo di Tiziano e protagonista a Milano della riforma pittorica ispirata all'azione di rinnovamento culturale e religioso promosso dall'Arcivescovo Carlo Borromeo.
Durante la sua prima formazione Caravaggio ha la possibilità di assimilare la maniera veneto - lombarda del maestro, di entrare probabilmente in contatto con il realismo devoto dei fratelli Bassano e Campi, con la ritrattistica di Giovanni Girolamo Savoldo e Giovanni Battista Moroni, con le stravaganze di Giuseppe Arcimboldi, con la rigorosa e raffinata pittura di Ambrogio Figino.
Morta anche la madre Lucia Aratori nel 1590, completata la divisione dei beni di famiglia, Caravaggio si trasferisce a Roma dopo il luglio 1592, preceduto dallo zio sacerdote Ludovico Merisi e dalla marchesa Colonna.

Raggiunta la capitale pontificia Merisi è ospite del Canonico di S. Pietro Pandolfo Pucci, appellato ironicamente dal pittore "monsignor insalata", per il quale esegue copie di quadri devozionali destinati a Recanati, città di origine del prelato. Insoddisfatto del parco trattamento ricevuto, entra nella bottega di Giuseppe Cesari d'Arpino ma, per motivazioni non chiare, dopo alcuni mesi si mette in proprio, grazie all'aiuto dei pittori Lorenzo Carli, siciliano, e Antiveduto della Grammatica, romano, per i quali realizza quadri dozzinali. Dopo un breve soggiorno nel palazzo romano di Monsignor Fantino Petrignani, già Arcivescovo di Cosenza, Caravaggio entra a servizio del Cardinale Francesco Maria Del Monte, per cui realizza quadri da cavalletto di genere sacro e profano (nature morte, iconografie musicali e moralizzanti) che lo introducono negli ambienti delle committenze romane.
Le prime commissioni pubbliche arrivano alla vigilia dell'anno giubilare. Nel 1599 Caravaggio si impegna per la decorazione della Cappella Contarelli a S. Luigi dei Francesi, principiata dal Cavalier d'Arpino, e nel settembre del 1600 per due tele destinate alla cappella Cerasi a S. Maria del Popolo, dove si confronta con il classicismo di Annibale Carracci. Tra il 1600 e il 1605 Caravaggio è ricercato dai più raffinati collezionisti (Costa, Giustiniani, Mattei, Massimo) dai principali ordini religiosi (Oratoriani, Agostiniani, Carmelitani, Cappuccini) e dalle confraternite. Subisce, tuttavia, anche celebri rifiuti, scontrandosi con restrittive concezioni del "decoro".
Alla fine di agosto del 1603, Caravaggio, assieme all'architetto Onorio Longhi  e ad altri pittori, viene querelato, e in seguito incarcerato, per la diffusione di un "libello famoso" con versi diffamatori contro i pittori Tommaso Salini e Giovanni Baglione. Scarcerato alla fine di settembre, Caravaggio si reca nelle Marche, a Tolentino e ad Ascoli Piceno, dove dipinge per i Filippini un quadro con il Beato Isidoro Agricola, oggi irreperibile, conosciuto attraverso copie.
Il carattere sanguigno e lo spirito rissoso dell'artista, più volte sottoposto a processo, si acuiscono nel 1605 e, dopo una fuga a Genova, culminano nell'omicidio del giovane Ranuccio Tomassoni (28 maggio 1606) a causa di una banale sfida alla pallacorda. Condannato al "bando capitale", si rifugia presso i feudi Colonna, raggiungendo Napoli alcuni mesi dopo.

Nell'ottobre 1606 Caravaggio è nella città partenopea, dove riceve numerose commissioni per pale d'altare da privati e confraternite. Dopo alcuni mesi, nel luglio del 1607, lascia il capoluogo campano e si reca a Malta. Nell'isola, il Gran Maestro Alof de Wignacourt, di cui Caravaggio realizza un ritratto ufficiale, negozia con la Santa Sede la nomina a cavaliere di un non specificato omicida, identificabile con il pittore lombardo. L'investitura avviene il 14 luglio 1608. Coinvolto ancora in una rissa, per la quale è incarcerato a Forte Sant'Angelo, Caravaggio riesce a fuggire a Siracusa dove ritrova l'amico pittore Mario Minniti, precedentemente incontrato a Roma, e riceve, tra le altre, la commissione per il Seppellimento di Santa Lucia destinato all'omonima chiesa. Alla fine del 1608 è a Messina per eseguire alcune opere, tra cui la Resurrezione di Lazzaro nella chiesa dei Crociferi. Prima di lasciare la Sicilia per Napoli (autunno del 1609), dipinge la Natività di Palermo. L'attentato subito durante il secondo soggiorno partenopeo, non impedisce al pittore di  produrre i suoi ultimi quadri, imbarcati in una feluca e sequestrati a Palo (Civitavecchia) nel corso di un disperato tentativo di raggiungere Roma. Il prezioso carico era destinato forse alla collezione del famelico Cardinale Scipione Borghese, da cui il pittore attendeva la grazia. Impossibilitato a recuperare i suoi dipinti, Caravaggio, ormai solo e gravemente ammalato, muore nell'ospedale di S. Maria Ausiliatrice di Porto Ercole il 18 luglio 1610.