Diamanti. Arte Storia Scienza

 

1 marzo – 30 giugno 2002

a cura di Hubert Bari e Maria Sframeli, catalogo De Luca Editori d'Arte

Mostra d'interesse storico, artistico e scientifico, realizzata in collaborazione con il Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi, per ricostruire la storia del diamante nell'oreficeria d'arte attraverso la sua rappresentazione in pittura, come simbolo di potere e regalità.

A partire dal 1 marzo e fino al 30 giugno 2002, Le Scuderie del Quirinale presentano a Roma la mostra " Diamanti. Arte Storia e Scienza " che nasce da una collaborazione con il Muséum national d'histoire naturelle di Parigi .

La mostra si propone di offrire al pubblico italiano uno sguardo approfondito sulla storia dei diamanti, sia da un punto di vista scientifico che naturalistico. Sotto l'aspetto naturalistico evoca un'avventura che parte dal mistero della sua formazione, a 150 km di profondità nelle viscere della terra, fino alla sua propulsione in superficie all'epoca delle violente eruzioni vulcaniche milioni di anni fa.
A partire dal primo piano della sede espositiva, importanti opere pittoriche e splendidi oggetti d'arte applicata illustreranno l'evoluzione del gusto e il valore simbolico attribuito ai diamanti dalla cultura occidentale: opera chiave e icona di tutta la mostra per comprendere appieno la valenza del diamante nell'arte è la straordinaria "Pallade e il Centauro" di Sandro Botticelli. Nella stessa sala, uno dei rarissimi diamanti di epoca romana: un minuscolo sasso grigio senza luce - i romani non conoscevano ancora il modo di tagliarlo - facente parte del corredo di una fanciulla del II secolo d.C.

Il percorso nelle sale continuerà a svelare e raccontare il segreto delle miniere indiane e il mondo dei maraja: gioielli mogol, parure, ornamenti di turbanti, ma anche qualche diamante eccezionale, mai mostrato in pubblico, quale l'Occhio dell'Idolo, o il Mirror of Paradise.

A partire dai secoli XIV e XV, i diamanti delle Indie passano anche per l'Europa. Grandi opere d'arte serviranno a documentare l'uso del diamante presso le grandi corti dell'epoca a partire dal suo arrivo in Occidente e in Italia, in particolare. Saranno, infatti, gli orefici italiani a inventare il modo di tagliare i diamanti, svelandone, in maniera sempre più raffinata, la luminosità nascosta. E proprio questa luminosità straordinaria, unita alle caratteristiche di infrangibilità e purezza, renderà il diamante simbolo per eccellenza non solo di potere ma anche di spiritualità.


    Print