Fabrizio Plessi. ParadisoInferno

 

17 luglio – 15 settembre 2002
ideata da Fabrizio Plessi, catalogo Electa

Mostra antologica dell'artista contemporaneo, tramite un simbolico e virtuale viaggio tra il Paradiso e l'Inferno, l'Acqua ed il Fuo co, le videoinstallazioni dell'artista veneziano, aprono nella stagione estiva, per la prima volta, gli spazi delle Scuderie all'arte contemporanea.

A Fabrizio Plessi , uno dei maggiori artisti italiani apprezzato in tutto il mondo, l' onore di questo battesimo. Con opere provenienti da musei di New York, Colonia, Hannover, Vienna, Verona, San Diego, come il Guggenheim, il Ludwig Museum, il Kestner Gesellschaft, la Fondazione Essl, il Palazzo Forti, il Museum of Contemporary Art, Fabrizio Plessi ripercorre in una grande installazione antologica, ParadisoInferno, il suo percorso di videoinstallatore, iniziato negli anni Settanta, e utilizzato come uno dei segni più caratteristici del suo discorso artistico.

ParadisoInferno occupa interamente i due piani delle Scuderie con dieci grandi opere storiche, fortemente simboliche del suo lavoro, una per ogni sala: acqua e fuoco (o per meglio dire la rappresentazione dei due elementi) attraverso la finzione tecnologica visuale, associata o contrapposta a materiali e ad archetipi concettuali antichi, a volte primordiali.

Il primo piano è un Paradiso dell'acqua simbolo della forza della creazione in "Roma" (1988): l'acqua di un Tevere tecnologico che scorre tra argini di travertino. Poi l'acqua placida e torbida del Gange che conduce alla catarsi, alla rigenerazione fisica e spirituale in "Bombay-Bombay" (I Lavatoi dell'Anima) (1993). In "Cristalli Liquidi" (1993) si combinano insieme le illusioni percettive visive e acustiche di centinaia di bicchieri sospesi e capovolti, in un interminabile pioggia virtuale dove si attende la fine di qualcosa "che avverrà, ma a cui non potremo assistere". E ancora "Foresta Sospesa" (1999) che appare quasi un santuario naturale dove perdersi per ritrovare il limitare, con l'aiuto dell'acqua, essenza della materia dei tronchi che ci guida a trovare la luce, l'uscita. Nell' "Enigma degli Addii" (1999) l'acqua tumultuosa è incanalata in un immenso tronco/piroga, "appello del destino" di un viaggio mitologico appena iniziato.

Il fuoco invade l'Inferno del secondo piano. Nelle " Stanze del Fuoco " (1999) ferro, corde legno - il lavoro pesante dell' uomo - vive in un equilibrio di pesi, il fuoco li doma e li forgia. In tavoli di ferro, i "Drawings Tables" (2001) dalle strutture pesanti, i disegni di "Only Fire" fanno apprezzare le fasi progettuali ma sono già opera. Ancora fuoco per l' impressionante visione di "Movimenti Catodici Barocchi" (1996) dove il fuoco vive tra espiazione e peccato. Presenze cupe che ondeggiano a testa in giù con ellittiche diverse e contrarie. Una suggestiva messa in scena della retorica barocca. Poi ancora "Isolation" realizzato per l' occasione. Oltre il grigliato di ferro il disagio della separazione e dell'isolamento. Un pezzo radicale che non vuole descrivere, ma vive della sua forza di segnale. Infine, "Foresta di Fuoco" (2002): dodici cariatidi di ferro al cui interno legno e rami frusciano al fuoco tecnologico per l'eternità.
Sonorità diverse scandiscono l'osservazione dell'imponente istallazione.

Fabrizio Plessi , nato nel '40 a Reggio Emilia, vive e lavora a Venezia e a Mallorca. Presente nelle collezioni permanenti dei maggiori Musei del mondo, è stato titolare della Cattedra di Pittura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia e ha insegnato "Umanizzazione delle tecnologie" e "Scenografie Elettroniche" alla Kunsthochschule fur Medien di Colonia. Nel 1999 vince il prestigioso "Kunstpreis Nord/lb" che lo consacra l'artista dell'anno in Germania. E' stato presente in otto biennali di Venezia e sin dalla fine degli anni Sessanta, tra i primissimi, ha introdotto nella sua arte nuove componenti tecnologiche.

Il gruppo Euromobil e il gruppo ART'E', società impegnata nella diffusione dell'arte e della cultura, hanno collaborato alla realizzazione della mostra.


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