Tiziano

  5 marzo - 16 giugno 2013

 

a cura di Giovanni C. F. Villa

 

I mercoledì di Tiziano

 

In occasione della mostra Tiziano alle Scuderie del Quirinale

il Palazzo delle Esposizioni presenta

 

I mercoledì di Tiziano

 

INCONTRI

13 marzo - 15 maggio 2013

 

Ogni mercoledì, per sei settimane, tornano gli attesi incontri di approfondimento sui grandi temi dell'arte e della cultura che ogni mostra delle Scuderie del Quirinale pone in primo piano. Storici dell'arte tra i più autorevoli offriranno ai visitatori l'occasione per conoscere, da diverse prospettive, la figura di Tiziano, le sue opere, la sua arte. 

 

13 marzo, ore 18.30

Augusto Gentili

La pittura infinita del vecchio Tiziano (1555-1575)

Un pittore che riflette sui temi e i problemi d’attualità, tra letteratura, politica e religione, pronto a staccarsi da Venezia e dalle ultime signorie italiane per affrontare il rischio della dimensione europea. Un pittore che sperimenta fino all’ultimo, cercando un linguaggio essenziale che ancora non esiste – che ancora nemmeno è stato pensato – per mantenere coerenza programmatica e dignità conoscitiva alle ultime storie e alle ultime poesie. Il vecchio Tiziano, lungo un percorso di radicale indipendenza dentro la storia delle idee.

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20 marzo, ore 18.30

Mauro Lucco

Una lettura degli anni giovanili

Quello della data di nascita di Tiziano è un problema che continua a far discutere gli storici dell'arte; conoscerla sarebbe cruciale per inquadrare esattamente la sua figura all'interno del complesso panorama artistico del tempo e comprendere il suo ruolo e la sua importanza rispetto ai fatti salienti di un'epoca, in cui il tempo volava più rapido di una freccia e gli altri artisti  si chiamavano Giovanni Bellini, Giorgione, Sebastiano Luciani e Lorenzo Lotto.

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27 marzo, ore 18.30

Claudio Strinati

Tiziano tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del '500 . L'affermazione italiana ed europea

Chiave della rivoluzione di Tiziano è il suo pensare a una forma pittorica nuova, capace di regalare all'osservatore l'idea di una presenza delle immagini che non è quella della percezione quotidiana, che non è dimostrazione della sovrana bravura dell'artefice, ma che è essa stessa l'afflato possente del sentimento della vita nell'immagine dipinta.

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3 aprile, ore 18.30

Antonio Paolucci

X'è Tician che tiene la bandera...

Così scriveva Marco Boschin nel suo poetico sciovinismo, ed è vero: la grande civiltà figurativa italiana è stata veneziana in larga e decisiva misura. Dopo le mostre su Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto e, prima ancora, Dürer, nel suo rapporto con l'Italia, alle Scuderie del Quirinale non poteva mancare una riflessione su Tiziano.

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10 aprile, ore 18.30

Giovanni C. F. Villa

Note per una mostra

Tiziano Vecellio, tra i massimi esponenti della grande stagione del Cinquecento veneziano, indifferente alle mode e attento soprattutto alla verità emotiva delle sue opere, attraversa due terzi di un secolo mantenendo una qualità pittorica altissima, pur fra i cambiamenti più radicali: dal classicismo monumentale dell'esordio ai brillanti contrasti cromatici dei ritratti fino alle opere degli ultimi anni di una forte spiritualità e una spiccata teatralità.

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17 aprile, ore 18.30

Elisabetta Rasy

Tiziano sulla scena del suo tempo

Tiziano Vecellio non è stato soltanto un sommo maestro della pittura, è stato anche un protagonista della metamorfica cultura del suo tempo, trasformandosi, attraverso un percorso straordinario, da giovane montanaro del Cadore a primo pittore imperiale.

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15 maggio, ore 18.30

Fernando Rigon

Ritratto di un gioiello

Se  Tiziano possiede in sommo grado la capacità di conservare "l’idea della verità in ogni oggetto", come scriveva A. M. Zanetti, si può parlare di "ritratti" dei medesimi al pari di quelli delle persone: in particolare dei gioielli che costituiscono lo status symbol per eccellenza della posizione sociale di un ritrattato. Di essi il pittore si appropria con la sua arte cogliendone il "carattere" di feticcio e di amuleto, oltre che di oggetto prezioso. Il Cadorino conosce infatti benissimo le "proprietà" delle pietre "mirabili" che vengono esibite nella vita e nella finzione della pittura anche con finalità apotropaiche  oltre che simboliche. Dall’analisi di  alcuni esempi "emblematici" si potrà applicare all’indirizzo di un gioiello la  frase usata dall’Aretino per commentare il ritratto di Paolo III del Vecellio: "il come egli è vivo, il come egli è desso e il come egli è vero".

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Si ringrazia

 

 

Info

Palazzo delle Esposizioni - Sala Cinema

Ingresso dalla scalinata di via Milano 9 A, Roma

www.palazzoesposizioni.it

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