Inferno | Scuderie del Quirinale

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Inferno

Dopo il grande successo della mostra su Raffaello, le Scuderie del Quirinale sono tornate con un progetto di alto profilo internazionale contribuendo alle celebrazioni di un altro rilevante anniversario della cultura: la mostra Inferno, a cura di Jean Clair, in occasione dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri.

Un’esposizione potente, ambiziosa e spettacolare, capace di condurre il visitatore in territori inattesi attraverso la forza delle immagini e la profondità delle idee. 

Prima grande esposizione dedicata a questo tema, Inferno ha raccontato la presenza nell’iconografia e nel pensiero del concetto di inferno e dannazione dal Medioevo ai nostri giorni. 

Accompagnati dalla parola dantesca, i visitatori hanno attraversato i luoghi terrifici e le visioni laceranti dell’Inferno così come sono stati rappresentati dagli artisti di tutte le epoche: dalle schematiche scene medievali alle sublimi invenzioni rinascimentali e barocche, dalle tormentate visioni romantiche fino alle spietate interpretazioni psicoanalitiche del Novecento. Il viaggio nell’Inferno ci ha portati sempre più nel profondo fino alle varie traslitterazioni dell’esperienza dell’Inferno in terra: la follia, l’alienazione, la guerra, lo sterminio. Oltrepassato il culmine del Male, la mostra ha trovato la sua conclusione con l’evocazione dell’idea di salvezza, affidata da Dante all’ultimo verso della Cantica: e quindi uscimmo a riveder le stelle.

Il percorso espositivo era sviluppato attraverso più di duecento opere d’arte concesse in prestito da oltre ottanta tra grandi musei, raccolte pubbliche e prestigiose collezioni private provenienti, oltre che dall’Italia e dal Vaticano, da Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Bulgaria.

Tra i capolavori, opere di Beato Angelico, Botticelli, Bosch, Bruegel, Goya, Manet, Delacroix, Rodin, Cezanne, von Stuck, Balla, Dix, Taslitzky, Richter, Kiefer.

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Attività ed eventi

Incontro

12/03/2026

L’EGITTO IN MUSICA: DAL MOSÈ ALL’AIDA

con Andrea Penna

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L’Egitto spesso venne presentato come luogo di fondamentali esperienze. Un esempio di questa funzione “formativa” dell’Egitto ci è data, ad esempio, dall’opera teatrale di Mozart Il flauto magico. Il culto della civiltà egizia divenne un vero e proprio fenomeno di massa e costume. Un notevole impulso al revival egiziano avvenne a distanza di molto tempo nel 1870, anno nel quale ci fu la prima rappresentazione di Aida, l’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, commissionata per festeggiare l’apertura del Canale di Suez.



Incontro

26/03/2026

UNA ROMA EGIZIA: DALLA PIRAMIDE CESTIA AGLI OBELISCHI DELLE PIAZZE E DELLE RESIDENZE PRIVATE ROMANE

con Antonella Romano e Elisa Andretta

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Fu proprio la conquista romana dell’Egitto l’accadimento che aprì la strada europea all’importazione di antichità dalla terra del Nilo, molti secoli prima della nascita dei musei europei. Nel complesso, verso la metà del IV secolo a.C., Roma poteva vantare numerosi obelischi e una grandissima varietà di sculture. Singolare è che questi monumenti presenti a Roma costituirono per l’Occidente l’unica fonte visiva dell’arte e della cultura egizia fino al XVIII secolo. La Roma pontificia, rinascendo sulle rovine della capitale di un Impero Romano affascinato dall’Egitto, integrò l’importanza monumentale e intellettuale del mondo e della civiltà plurimillenaria del Nilo. 



Incontro

10/04/2026

DALL’OLTRETOMBA DEGLI EGIZI ALL’UOMO MODERNO. L’ETERNA RICERCA DELL’OLTREVITA.

con Luigi Fraschini e Pani Galeazzi

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C’è un argomento singolare, per quanto importante, nella storia della mentalità collettiva; la morte, il suo significato nella società, il posto che essa occupa nel modo di sentire di ciascuno di noi. Dagli Egizi a noi, qual è stata l’evoluzione del sentimento della morte? Che tipo di cambiamenti hanno subìto i comportamenti collettivi, dai riti di accompagnamento al posto che essa e i morti occupano nella vita collettiva ?l



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